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Incontro del Presidente Spacca ad Ancona
IL PRESIDENTE SPACCA AD ANCONA: “DOPO IL RISANAMENTO DEI CONTI, LO SVILUPPO DEL NOSTRO SISTEMA SANITARIO: PROTAGONISTI, I MEDICI DI FAMIGLIA”.

“Nel programma di governo del Centrosinistra il potenziamento del ruolo dei medici di medicina generale è prioritario e passa attraverso il rafforzamento e la valorizzazione della rete del personale medico quale cardine del sistema socio-sanitario regionale”. Così il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, in merito al ruolo della medicina generale nel sistema sanitario regionale, intervenendo ad Ancona all’incontro con i cittadini organizzato dal Pd.
Con l’Accordo Integrativo Regionale con i medici di medicina generale sottoscritto nel 2007, è già stata confermata la volontà della Regione di proseguire ed accentuare il percorso per la diffusione, sull’intero territorio regionale, di un sistema nel quale i medici di famiglia ricoprano un ruolo di effettivi e primari referenti del cittadino nei suoi problemi di tutela della salute, ponendosi come loro interfaccia sistematico per l’intera rete dei servizi sanitari e sociali.
“Dopo la fase del risanamento dei conti, con l’azzeramento del deficit della sanità marchigiana, percorso che ha visto impegnato l’intero sistema, dai medici agli infermieri al personale amministrativo – ha detto Spacca – si apre ora la fase dello sviluppo. E la crescita qualitativa del nostro sistema sanitario passa attraverso una maggiore specializzazione e una maggiore responsabilizzazione del territorio, con la centralità del ruolo dei medici di famiglia che rappresentano il livello basilare di interlocuzione con il cittadino. In questo senso va il potenziamento delle reti della medicina generale che presidiano il territorio, ma anche il recupero della funzione di “intellettuali” dei nostri medici: abbiamo le risorse finanziarie per seguire questa strada”.
L’Accordo integrativo del 2007 ha già confermato il rilevante impegno economico a carico del Fondo Sanitario Regionale. I principali obiettivi perseguiti dal documento riguardano lo sviluppo di un percorso articolato sia sul versante temporale, con la continuità assistenziale delle ventiquattro ore e di sette giorni su sette, basato sul rapporto tra medici dell’assistenza primaria e medici della continuità assistenziale, sia sul versante professionale riguardante altri operatori (infermieri, medici del secondo livello delle cure, specialisti e ospedalieri).
“Centrale – ha proseguito Spacca – è anche l’integrazione sociale, con l’individuazione del medico di famiglia quale referente professionale complessivo dei bisogni di salute, specie con riferimento a particolari situazioni sociali di svantaggio e fragilità, e professionale, con l’omogeneizzazione tra la medicina di famiglia, la continuità assistenziale e la medicina specialistica ambulatoriale”.
Altro obiettivo centrato, l’appropriatezza, attraverso gli organismi del Pool di Monitoraggio, dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali, dell’Osservatorio Zonale dell’Appropriatezza. A questo proposito la Regione ha istituito il Centro Regionale di riferimento per la Medicina Generale e per le cure primarie, ha provveduto alla nomina già da due anni del Direttore del Centro, coadiuvato da una commissione didattica composta da due Medici di Medicina generale e da un Professore universitario. Centrale, infine, l’organizzazione del lavoro in Medicina Generale che ha favorito lo svilupparsi di una realtà regionale caratterizzata da una rete costituita dagli studi dei Medici di Assistenza Primaria, dai presidi di Continuità Assistenziale e per la loro specificità dalle Potes del 118.
E’ inoltre in via di realizzazione il corso di formazione per l’emergenza sanitaria territoriale per 100 medici che potranno acquisire il titolo specifico per esercitare l’attività nel 118.


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