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Il blog di Gian Mario Spacca

Inviato da: Gian Mario
07/05/2008

Anche quest’anno è bello festeggiare la Giornata dell’Europa con i giovani delle scuole della nostra Regione.
L’anno scorso abbiamo riflettuto sulle opportunità che l’Europa offre ai giovani, in primo luogo quelle di conoscersi, di studiare e lavorare insieme, di viaggiare, di scambiarsi esperienze e punti di vista, tutto ciò in clima di pace, di cooperazione, in un comune senso di cittadinanza che va oltre la dimensione nazionale per sbozzare la nuova e più vasta dimensione europea.
Quest’anno, oltre che confermare questa dimensione dell’evento, vogliamo anche riflettere su ciò che l’Europa può dare e ricevere dal mondo; riflettere sull’Europa oltre l’Europa, pensare questa nostra nuova dimensione dentro gli scenari globali che rappresentano realmente la nostra storia e l’esperienza quotidiana di noi tutti.
Siamo attraversati da flussi imponenti di immigrati che provengono dal sud del mondo, immersi in in relazioni economiche, sociali, culturali che attraversano, nelle reti, tutto il globo, siamo condizionati e umiliati dalle guerre che ancora permangono odiose come sempre, dalla geografia della miseria di milioni e milioni di donne e di uomini, di bambini e di anziani che mostrano come la globalizzazione lasciata a se stessa non solo non risolve, ma a volte aggrava i problemi della fame e della miseria, siamo di fronte ad un tornante storico in cui i guasti ambientali determinati dal vecchio modo di produrre ci interrogano e ci impongono l’urgenza di aprire una via diversa capace di salvare il pianeta, il creato, e con esso noi stessi e la nostra civiltà.
Che c’entra l’Europa? L’Europa è la dimensione minima per consentire a noi tutti di influire sugli eventi. Qui dopo secolari guerre abbiamo costruito la pace tra popoli diversi che si sono nel corso della storia aspramente combattuti; qui le culture più multiformi hanno posto al centro della loro riflessione il valore della persona, la sua dignità, l’inerenza della libertà e della democrazia ad ogni singola creatura umana; qui la concezione dello sviluppo ha individuato lo stato sociale e il valore della solidarietà che deriva dal riconoscerci come famiglia umana. Certo, anche queste conquiste sono poste in discussione dai moderni sviluppi della storia mondiale, le strumentazioni giuridiche che ci hanno consentito tanti passi in avanti vanno ripensate e rinnovate ma a partire dai valori che ricordavo che si mostrano come quelli più capaci di assicurare un futuro prospero all’Europa e la soluzione progressiva dei problemi che il mondo oggi attraversa.
Pace, cooperazione, uno sviluppo che punti sulla persona per liberarla progressivamente dagli asservimenti, dalla miseria, dalle povertà aumentando la sua libertà e la sua possibilità di costruire, in cooperazione con gli altri e liberamente, il proprio futuro.
E’ bello scoprire che questi principi scorrono anche in altre culture del mondo, ed è giusto cooperare con il mondo per fare emergere un comune sentire, e da qui un concreto operare per realizzarli.
Le Marche si trovano bene in Europa, lavorano nelle e con le sue istituzioni, operano insieme ad altre regioni, e cooperano con progetti di sviluppo con tantissimi paesi del mondo insieme a tante associazioni e volontari che credono nella reale possibilità di costruire un pianeta migliore, a partire dai paesi del Mediterraneo, un mare che vogliamo sia un ponte di cooperazione tra i popoli per la pace e per un diverso sviluppo.
No non crediamo in un’Europa chiusa, fortezza contro altri popoli, serrata nelle morse della paure e della xenofobia: pensiamo che il destino dell’Europa sia quello dell’apertura sul mondo, della integrazione e dell’accoglienza nel rispetto dei diritto e della sicurezza, crediamo nell’Europa come fattore di pace e di sviluppo umano sul piano globale, crediamo che le culture dell’Europa possano contribuire ad una più alta civilizzazione del globo.
I giovani, la loro fresca energia, la loro voglia di cambiare, siamo convinti, avvertono più di altri la ricchezza e l’urgenza di operare in questa direzione, ad essi il compito bello ed importante di impegnarsi con entusiasmo per continuare nell’integrazione europea e far emergere, nel contempo, una nuova amicizia e solidarietà tra tutti i popoli del pianeta.

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