Parliamo delle ultime settimane: Ubov a Mosca, fiera internazionale delle calzature; incontro all’Abbadia di Fiastra per riflettere sulle nostre relazioni con la Cina e con l’India al fine di estendere i processi di cooperazione economica delle nostre imprese; viaggio in Brasile per siglare accordi di sviluppo, specie sul versante del legno; Civitanova Marche due giorni di studio, un focus sull’Argentina e sull’America Latina.
Sono iniziative promosse dalla Regione Marche, in sinergia con le imprese, le Associazioni, le Università e i Centri di Ricerca per allargare i nostri mercati, per stabilire relazioni di conoscenza e di fiducia con le istituzioni, le imprese, la società civile, i centri di ricerca in aree in cui lo sviluppo sta decollando o mantiene da tempo tassi assai alti. Cina, India, Russia, Brasile e America Latina; in questo momento, con una congiuntura mondiale assai fiacca, sono le economie che consentono al mondo e agli scambi internazionali di continuare a crescere sul piano globale.
Questo aspetto internazionale della politica regionale sarà sempre più importante: ciò che vogliamo decisamente è spingere verso una più elevata internazionalizzazione il complesso dell’economia regionale e l’insieme del tessuto delle nostre piccole imprese e dei centri di ricerca per far sì che internazionalizzazione significhi rafforzamento e rinnovamento della società e dell’economia regionali, della qualità delle sue produzioni; aumento, in loco, della ricerca, dell’innovazione, delle conoscenze che occorrono su questo decisivo versante dello sviluppo; mantenimento ed estensione dell’occupazione, specie quella giovanile più qualificata e più creativa: qualità e creatività caratteristiche essenziali per sfondare su mercati che vanno compresi, conosciuti e conquistati.
La globalizzazione in questi anni ha sconvolto le relazioni internazionali e la vita quotidiana di tutti: crisi finanziarie, permanenza di aree di estrema arretratezza, fenomeni imponenti di emigrazione, flussi incontenibili che attraversano i confini. Tutti avvertono che occorrono nuove regole e nuovi strumenti politici transnazionali, tuttavia mentre si lotta per questo, ciò che è certo è che bisogna agire per cogliere le nuove opportunità.
L’errore, esiziale davvero, sarebbe quello di chiudersi a riccio, in difesa dei vecchi assetti, o di assistere inerti ai mutamenti attendendo la manna dal cielo o atterriti dalla paura. Occorre invece una politica attiva. Noi lavoriamo testardamente per inserirci nei processi globali, partecipare all’espansione degli scambi, delle relazioni, delle conoscenze.
Abbiamo attenuto importanti risultati in termini di esportazioni, di accordi reciprocamente vantaggiosi, la filiera del tessuto produttivo marchigiano è stata allargata e oggi è più ricca, la ricerca, l’innovazione, le conoscenze sono sollecitate a svilupparsi con continuità. La società marchigiana sta reagendo positivamente, avverte la sfida e con coraggio si riorganizza.
Questa è la via da perseguire, insieme, con coraggio e slancio, con curiosità ed attenzione: continueremo a percorrerla per non rimanere indietro, e far sì che le nuove traiettorie di crescita del mercato e delle relazioni globali possano rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo diffuso nella nostra Regione.