Inviato da:
Gian Mario
06/08/2008
Luglio è stato impegnativo, intenso per l’attività di governo: come nelle famiglie e nelle imprese, prima delle vacanze, per godersele in relativa serenità, occorre sistemare le pendenze più urgenti e progettare, in linea di massima, il rientro.
Tuttavia, tra questi impegni, uno è stato di eccezionale umanità ed intensità. La visita in Australia per preparare la “Giornata delle Marche 2008”, che, come è ormai tradizione, si svolgerà a Dicembre.
Dopo gli incontri con le comunità marchigiane dell’Argentina, del Belgio, del Canada, questa volta il gemellaggio è con la comunità di marchigiani Australiani e sarà occasione per allargare i nostri orizzonti sull’Australia, l’Oceania, e per ciò anche, con quella larga parte dell’Asia che con queste realtà intrattiene intensi rapporti
Come l’anno scorso abbiamo deciso, svolgeremo le iniziative conclusive della “Giornata delle Marche” a Fermo, ma già questa “giornata” ha iniziato a vivere e produrre interesse con le tante manifestazioni che, appunto abbiamo svolto in Australia nell’ultima settimana di Luglio. A Dicembre, a Fermo, noi marchigiani che viviamo qui ci uniremo con quelli che vivono in Australia per confermare anche fisicamente l’unicità dell’appartenenza alla comunità regionale che già abbiamo avviato a Sydney..
Il clima degli incontri è stato influenzato dalla concomitante “Giornata mondiale della gioventù” al cui fascino non abbiamo voluto sottrarci; le parole di pace, di sviluppo umano, di cooperazione internazionale di sua Santità Benetto XVI°, ascoltato da centinaia di migliaia di giovani entusiasti, sono stati una sorte di viatico della nostra “Missione” che appunto guarda alla moltiplicazione degli scambi economici e culturali, alla ricostituzione e vivificazione, tra tutti i marchigiani del mondo del patrimonio culturale della nostra regione, che punta a rinsaldare rapporti tra chi ama la propria terra di origine e avverte, all’estero, come mancanza, l’isolamento e l’assenza di una feconda comunicazione.
Abbiamo avuto incontri con i rappresentanti dei governi australiani, con le autorità religiose, con le categorie economiche e sociali per saggiare ipotesi di cooperazione comune in tutti i campi, per far si che il sistema marchigiano allarghi la sua apertura sul mondo e utilizzi tutte le potenzialità connesse alla globalizzazione costruendo rapporti reali di conoscenza, di vicinanza di reciproca fiducia, per introdurre “società” nelle pieghe dei rapporti di mercato.
Gli incontri più caldi si sono svolti il 24 e il 25 Luglio prima a Wollongong nella Conferenza intercontinentale dei marchigiani in Oceania, poi a Sydney dove si è tenuta la manifestazione conclusiva delle giornate organizzata insieme alle Associazioni marchigiane; momenti di affetto e di festa, di riflessione e di commozione in cui abbiamo avvertito l’importanza delle radici e dei valori comuni che non solo permangono ma desiderano essere approfonditi e praticati nella costruzione di progetti di sviluppo di iniziative utili per tutti i marchigiani, al di là di dove vivono.
Abbiamo, ancora una volta avvertito che i marchigiani, le nostre comunità nel mondo, sono soggetti attivi che possono e vogliono contribuire in maniera originale allo sviluppo della nostra e loro terra; vogliono ricostituire con noi un rapporto attivo e continuativo; vogliono sentirsi, come sono, marchigiani con le loro vive radici, e insieme cittadini del mondo.
A questo noi attribuiamo grande importanza: siamo convinti che anche questo processo che abbiamo messo in piedi col “la Giornata delle Marche”, questo lavorare per riconnettere i fili di un’identità aperta al mondo come quella marchigiana, questo riannodare il senso dell’appartenenza dei marchigiani in tutto il globo, ci aiutino a guardare ai processi di globalizzazione con meno incertezze, in maniera meno provinciale, con più fiducia nella possibilità di costruire con gli altri paesi rapporti fondati su comuni obiettivi, sulla assunzione comune di responsabilità, sulla cooperazione tra governi locali, associazioni, imprese, istituzioni culturali per favorire esplicitamente lo sviluppo, l’occupazione, la cooperazione reciprocamente vantaggiosa, il mantenimento della ricchezza delle culture e delle tradizioni storiche.
Le nostre comunità all’estero sono gli ambasciatori più diffusi e motivati che possono aiutarci a conseguire questi obiettivi.
La visita in Australia è stata dunque un momento esaltante, ricco, intenso, utile. Ci induce a riflettere ulteriormente sul valore di questa “Giornata delle Marche”: sempre più si sta rilevando una occasione formidabile in cui i tutti marchigiani diffusi nel globo ritrovano la propria appartenenza comunitaria e nel contempo un modo per far vivere il processo di internazionalizzazione della nostra regione, con un’azione dal basso, in cui la cultura e i valori, la ricchezza della tradizione, il senso dell’appartenenza trovano espressione attiva nella costituzione di nuovi dinamici rapporti culturali, economici e sociali con diverse aree del mondo.
Mi sento di ringraziare tutti coloro che in Australia hanno partecipato alle nostre iniziative ci hanno avanzato proposte, ci hanno spronato a continuare in questa direzione.
Ci incontreremo ancora a Fermo e continueremo la discussione e le attività avviate: i marchigiani all’estero sono già cittadini della nostra regione.
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